La pelle e il sole: un mare di parole…

Sull’argomento pelle e sole, ogni anno, puntualmente, siamo sommersi da informazioni di tutti i tipi e nonostante questo, si continua a sbagliare forse perchè non è ancora stato capito fino in fondo il pericolo rappresentato da esposizioni forsennate ai raggi ultravioletti.

I prodotti solari negli Stati Uniti sono considerati medical devices, cioè farmaci da banco (non cosmetici come in Europa) e vanno utilizzati come supporto irrinunciabile per proteggere le zone del corpo che non si possono coprire ma si consiglia, dove si può, di proteggere la pelle con il “seek shade”, cioè cercare l’ombra, indossare cioè cappelli a larga tesa, occhiali da sole e magliette per evitare di usare in modo troppo esagerato i filtri chimici il cui uso smodato non è ancora chiaro quali conseguenze può portare alla nostra cute nel lungo periodo.donna-con-cappello-e-occhiali-da-sole

In Vietnam, in Tailandia e in tutto l’oriente le donne si coprono completamente per non esporre la pelle al sole. Se potessero, userebbero la candeggina per schiarirsi! Operaie, contadine, ragazze in motorino, sono coperte fino all’inverosimile e sopportano eroicamente il caldo soffocante pur di apparire chiare e principesche. Noi invece saremmo disposte a tingerci col nerofumo pur di apparire più scure! Non è assurdo? Cerchiamo di imparare finalmente a usare il sole in modo intelligente: i benefici della sua luce e della sua energia per la nostra salute e non per diventare come castagne abbrustolite. Godiamocelo nelle ore fresche con prodotti protettivi più leggeri e restiamo all’ombra nelle ore calde e togliamoci finalmente l’ansia dell’abbronzatura che più nera non si può. Se ne avvantaggerà la pelle, la salute, l’umore…e anche l’ambiente.

CONTADINO  CON COPRICAPO TRADIZIONALE, VIETNAM  *** Local Caption *** 00111086

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Per evitare l’ansia espositiva dei primi giorni, si può ricorrere agli autoabbronzanti. Sono emulsioni finemente micronizzate che contengono due zuccheri innocui (diidrossiacetone ed eritrulosio) che colorano l’pidermide per reazione ossidativa, pigmentando le cellule superficiali. Prima di applicare un autoabbronzante è bene fare uno scrub accurato che levighi in modo omogeneo tutta la zona dove si vuole applicare il prodotto, onde evitare antiestetiche macchie più scure nelle zone maggiormente cheratosiche. Dopo aver fatto asciugare bene il prodotto, secondo le istruzioni, è consigliabile mantenere la pelle sempre idratata e nutrita per ritardare la desquamazione e prolungare l’effetto ambrato. Questi trattamenti, che vengono effettuati anche in Centri estetici, possono essere utili per superare i momenti in cui l’effetto bianchiccio dei primi giorni in spiaggia ci fa sentire dei pesci fuor d’acqua e possono darci più tempo per avere una tintarella naturale e senza eritemi. Ricorda, però, che questo colore ambrato non è un fotoprotettore ma un semplice prodotto che colora lo strato superficiale della pelle e non toglie la necessità di applicare prodotti schermanti e protettivi.

 

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