Photoshop, la dittatura della perfezione

 

Oggi mi è capitato di imbattermi in due foto che mi hanno fatto pensare a dove ci sta portando il ricorso continuo al photoshop su tutte le immagini che ci capitano sotto gli occhi, siano esse cibi, corpi, visi. Il nostro sguardo non vede più un’imperfezione, un colore poco agreable, un’occhiaia, una ruga, una macchiolina. Tutto levigato, perfetto. E così non ci accorgiamo che man mano perdiamo la capacità di valutare ciò che è vero e naturale. Stiamo finendo tutti nel “Truman show”?164852863-57fd80af-8fa6-412b-a452-4ad77b764bb2

Ho pensato a questo vedendo la foto di Cate Blanchett, attrice che mi piace particolarmente, che mostra qualche ruga, un pò di occhiaia e una pelle che, nonostante il trucco, mostra imperfezioni e molti pori dilatati. Non mi è piaciuta, eppure è sempre lei con la sua espressione dolce e ironica…La ragione sta nel fatto che questa foto non è ritoccata e mostra una bella donna di quarant’anni, con la pelle che risente delle ore ed ore di posa sotto le luci micidiali del cinema e del teatro e del trucco pesante e occlusivo che un’attrice è costretta a portare. Magari non è nata con una bella pelle e magari non la cura troppo, ma è sempre lei, splendida attrice che non ha bisogno di artifici per mostrare il suo talento e il suo fascino. Siamo noi che dovremmo fare più attenzione a tutto ciò che ci viene propinato, falsamente perfetto, falsamente colorato, falsamente spensierato…Michaela

…e può finire come mostra questa foto: un orrore vero e drammatico. Qual’è il meccanismo che porta a questi risultati? Forse è proprio il non accettare l’immagine reale di noi che ci rimanda lo specchio dove ci vediamo cambiare con il passare del tempo, drogati dalle false immagini che il photoshop ha imposto alla nostra capacità di valutazione.

Certo, questa foto dimostra una situazione al limite ma pensiamo a quanti pasticci mettono nei cibi per farceli vedere più belli, cose che non fanno certo bene alla nostra salute ma, tant’è, se vediamo qualcosa che ha un colore un pò fuori da ciò che ci viene imposto, la rifiutiamo.

A questo punto mi piace mettere in evidenza l’intelligente e “creativa” campagna pubblicitaria di Desigual che ha scelto una modella nera e con la vitiligine ( Winnie Harlow) rompendo il muro della perfezione imposto dal fashion-system. Questa ragazza ha avuto il coraggio di proporre la sua diseguaglianza cromatica e ha fatto centro. Bellissimo e bellissima lei.Winnie-Harlow-per-Desigual_image_ini_625x465_downonly - Copia_MGTHUMB-INTERNA

…e noi rifacciamoci un pò gli occhi riprendendoci l’abitudine a vedere imperfezioni, perchè ne abbiamo tutto da guadagnare

 

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