Depilazione: ancora messaggi ingannevoli

ninasilkpedibulletpro_1425991087Da qualche settimana imperversa su alcune reti Tv una televendita che decanta le favolose performances di un aggeggio per depilare ogni parte del corpo che promette di indebolire i peli perchè, dicono, li strappa dalla radice, il tutto per la modica cifra di € 29.00! Si chiama Nina Silk ed è illustrato da una ricca serie di immagini.images nina silk 10

Guardando queste illustrazioni,  mi sono ricordata di un episodio della mia adolescenza. Erano i primi anni ’60 e ho trovato, forse alla Standa, una piccola manopola di carta vetrata sottile che prometteva di togliere i peli benissimo. Siccome costava poco, l’ho comperata e mi sono messa subito all’opera (fortunatamente avevo peli solo sul polpaccio e sul ginocchio). Praticamente toglieva i peli grattandoli sulla superficie della pelle, esattamente come la carta vetrata liscia un’ asse di legno. Alla fine avevo la pelle liscia ma irritatissima e quando ho fatto il bagno in mare mi bruciava da morire perchè mi aveva tolto completamente lo strato corneo e mi aveva creato abrasioni. Per sovrappiù, il giorno dopo avevo già la ricrescita! Figuriamoci cosa poteva capitarmi se avessi fatto questa operazione alle ascelle, sulle braccia o sul viso!images nina silk 6

Da quello che ho capito, questo aggeggio pubblicizzato non è altro che quella manopola rivista e rivestita con un design accattivante e un materiale abrasivo un poco più tecnologico della carta vetrata.

Mi fa venire il nervoso sentire dichiarare che con questo strumento  si indeboliscono i peli perchè vengono strappati dalla radice e nello stesso tempo vedere l’immagine di una ragazzina che si rade i peli delle sopraciglia con un minirasoio mentre una flautata voce fuori campo spiega quanto è facile depilarsi da per tutto, anche sul viso.

D’accordo che il mercato libero ha particolari esigenze ma credo che qualche regola si dovrebbe  far rispettare per la difesa dei consumatori e nei confronti di messaggi pubblicitari ingannevoli. Esiste un organo che possa intervenire in tempo utile contro queste vere e proprie offese alla coscienza? Mi hanno detto che le aziende che fanno le televendite cambiano continuamente indirizzo e nome, cambiando anche la voce merceologica dell’attività, così è impossibile trovarle. Va bene, ma qualcosa si dovrebbe escogitare per evitare di far arricchire gente che non lo merita e soprattuto per la difesa di quei consumatori che sono più vulnerabili perchè  più giovani o impreparati.

Secondo me ci dovrebbe essere una forma di controllo a livello delle acquisizioni della pubblicità. Un pò come era la SIPRA per la RAI negli anni ’60 (magari non proprio con le stesse regole!). So che è un’idea poco…liberale ma, di fronte ad un mercato che propone di tutto e di più e va peggiorando, forse potrebbe essere un male minore. Attendo commenti.

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