Veleno d’ape: il nuovo anti-age

Negli ultimi tempi si parla molto del veleno d’api come di un formidabile anti-age. Superando la mia istintiva paura della parola “veleno”, ho deciso di approfondire l’argomento per capirne di più. Quello che ho scoperto mi ha intrigato parecchio al punto che ci ho scritto un articolo pubblicato su “Riza Psicosomatica” in edicola questo mese e di cui allego la prima parte.  I motivi di interesse sono seri e credibili.veleno d'ape riza 1

Per prima cosa voglio chiarire come si estrae questa tossina dalle api, argomento che per me era il primo e fondamentale passo. Ma, niente paura, non ci sono metodi crudeli o dolorosi, perchè viene utilizzato un tessuto particolare su cui vengono posate le api che ricevono una leggerissina scossa e questo dà loro l’impulso di liberare il veleno. Dal tessuto, poi,  viene estratto il liquido che verrà usato in particolari dosaggi nei prodotti cosmetici. Nessun allevatore di api vuole perdere il proprio tesoro e quindi agirà in modo che le piccole operaie possano fare a lungo il loro lavoro  (questo mi è stato confermato da un allevatore italiano).

L’altro argomento è la qualità del prodotto, cioè la tossina dell’ape. Sappiamo che la qualità del miele dipende da quale nettare le api suggono ed è quindi molto importante che la provenienza del prodotto sia controllata e certificata per evitare di usare roba che viene da zone inquinate o altro. Il prodotto italiano è sicuramente eccellente e i nostri allevatori sono seri e appassionati al loro lavoro.

Da quello che si legge in giro, sembra che la tossina migliore sia quella proveniente dalla Nuova Zelanda che produce il famoso miele di Manuka che è il prodotto contenuto nelle costosissime maschere usate dalla famiglia reale inglese e da alcune dive del cinema. A parte la serietà certificata dal miele neozelandese, la differenza tra questo e gli altri  sta nel maggior livello di attività antibatterica, antibiotica, disinfettante, a sostegno delle naturali difese dell’organismo. Questo, però, non significa che la tossina sia diversa, quindi, stabilito l’assoluta necessità della qualità del prodotto, il veleno d’ape italiano non ha niente da invidiare a quello dalle principesse inglesi… tranne prezzo!!!

Ape suggere il nettare

E allora cosa fa questo veleno?  L’apitossina contiene un’alta percentuale di mellitina, responsabile del gonfiore, dolore, bruciori e, in alcuni casi, con effetti anche molto gravi. Nella continua ricerca di nuove strategie cpsmetiche, si è arrivati ad utilizzare questo veleno proprio per la reazione che produce nei tessuti, aumentando l’apporto sanguigno e favorendo una massiccia produzione di collagene ed elastina con l’effetto di riempire le rughe ed inturgidire i tessuti. Ovviamente il contenuto nei prodotti cosmetici è dosato in modo da non creare reazioni forti ma non deve usarli chi ha una vera allergia nei confronti delle punture di api, e deve fare attenzione anche chi ha reazioni piuttosto forti alle punture di insetti in generale. E’ consigliabile fare sempre una prova del prodotto sull’incavo del braccio e aspettare 48 ore per controllare il risultato.

Nelle etichette INCI dei prodotti lo trovi sotto la dicitura Bee Venon e sarebbe bene trovarlo tra i primi ingredienti e che il cosmetico sia italiano con certificazione di provenienza.Api-su-girasole 2

 

 

 

 

 

 

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