Le cure della pelle in settembre

Ogni anno, a settembre, si ripresenta puntuale lo stesso problema: l’abbronzatura così bella e dorata, diventa piano piano opaca, anzi, con le prime giornate grigie prende un che di giallo-verdognolo veramente poco estetico. Facciamo una lampada per ‘rinfrescare’ il colore? Lo sconsiglio vivamente perchè l’effetto violento degli UV aumenta la disidratazione e l’opacità dello strato corneo soffocato dalle cellule morte. Andare dall’estetista per fare una bella pulizia del viso?…ma poi mi va via anche quel poco di abbronzatura che mi è rimasta (frase tipica di ogni settembre). E invece no, l’abbronzatura non va via perchè si sviluppa negli strati profondi della pelle, ciò che viene via sono le cellule ormai defunte e nere che restano appiccicate alla superficie perchè ci puliamo il viso in modo approssimativo (abbiamo sempre troppa fretta o troppo sonno) e così questo strato compatto impedisce anche un buon assorbimento delle creme necessarie per dare nutrimento e idratazione, indispensabili dopo l’esposizione al sole.

Splashing Face --- Image by © Royalty-Free/Corbis Continua a leggere

Photo-aging… se lo conosci lo eviti

fotoinvecchiamento-come-proteggere-la-pelle-dal-sole-1024x682Come ogni estate, puntualmente, si ripresenta il problema sole. Se ne parla in ogni dove ma io vedo che la confusione regna sovrana nonostante la marea di articoli e di servizi giornalistici e l’esempio degli acceleratori di abbronzatura ne è una chiara prova.

Ecco un pò di cose da sapere assolutamente:

– La melanina è la difesa naturale della nostra pelle contro i danni dei raggi ultravioletti ed ogni razza ha specializzato il proprio fototipo secondo la latitudine: in Africa abbiamo pelle scurissima e niente peli, in Svezia pelle chiarissima e abbondanza di peluria. In Italia, zona intermedia, abbiamo a nord pelli chiare e chiarissime che hanno difficoltà a sviluppare la melanina, mentre le pelli della popolazione del sud abbronzano con più facilità. L’errore che produce tanti danni è il pretendere che una pelle chiarissima si abbronzi in quattro e quattr’otto, stando ore sotto raggi micidiali, con la convinzione che la protezione massima sia sufficiente. Non è così perchè una pelle senza difesa interna reagisce all’aggressione degli UV con eritemi, macchie, perfino piaghe e i tessuti in profondità si deteriorano in modo irreversibile causando quello che chiamiamo photo-aging, cioè l’invecchiamento precoce della pelle che aumenta di molto il normale chrono-aging cioè il fisiologico invecchiamento cutaneo.dermatoeliosi-volto-3-255x300

– Il sole a picco, nelle ore caldissime fa male a tutte le età e a tutte le pelli anche con le cosiddette protezioni totali. I raggi fortissimi e il calore impoveriscono la pelle e l’intero organismo di vitamine, soprattutto A e C, alterano le fibre di collagene ed elastina e distruggono  l’acido ialuronico che senza vitamina C non può essere sintetizzato. Quindi per evitare che la pelle reagista in malo modo, esponila nelle ore più fresche e falla riposare all’ombra quando il sole non perdona e salverai capra e cavoli: pelle bella e turgida e abbronzatura luminosa e dorata.  E se vuoi essere più scura, metti una pennellata di terra ambrata, avrai un colorito perfetto senza danni.

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L’altro errore da evitare è la classica ‘dieta furiosa dopo la prova-costume’. Più le diete sono drastiche, più impoveriscono di liquidi e di quelle sostanze fondamentali che sostengono l’impalcatura cutanea. Soprattutto se non hai più trent’anni, il rischio è di ritrovarti una pelle ridotta come una spugna spremuta e rinsecchita piena di macchie. L’alimentazione è fondamentale perchè la pelle sia in ottime condizioni e a tutte le età. Occorre sempre una dieta bilanciata che preveda frutta, verdura, proteine nobili e legumi, carboidrati e fibre. Non bastano gli integratori e gli interventi estetici e cosmeceutici, l’organismo sintetizza le sostanze necessarie dal cibo, le altre cose sono, appunto, integrazioni.

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Attenzione agli acceleratori di abbronzatura

Mi sono accorta che megli ultimi tempi quasi tutte le case cosmetiche producono creme che accelerano l’abbronzatura. Li trovi, in bella mostra insieme agli altri prodotti solari, nelle farmacie, profumerie, erboristerie, centri commerciali e supermercati. Non ci sarebbe nulla da dire se il messaggio sulla confezione del prodotto fosse comprensibile, e invece, a causa di etichette decisamente poco chiare, c’è gente che deve ricorrere al pronto soccorso per scottature anche molto serie.

– Dovrebbe essere messo chiaramente in evidenza che in questi prodotti il grado di protezione (SPF) è 0 o al massimo bassa protezione (SPF 6/10) mentre il dato che troviamo dopo il + è il grado di accelerazione di abbronzatura (per esempio +40, +50, +65).

– Dovrebbe essere evidenziato che il prodotto va usato su una pelle già abbronzata perchè può nuocere gravemente se ci si espone senza un’adeguata quantità di melanina già presente, cioè se si ha una pelle ancora chiara.

– Dovrebbe esserci scritto che non va usato sui bambini.

– Dovrebbe essere messo in evidenza che contiene tirosina, cioè ormone tiroideo.

Ho fatto una piccola inchiesta casalinga tra una decina di consumatrici aggiornate, colte, che sanno tutto sui rischi dei danni causati dai raggi ultravioletti senza adeguate precauzioni: otto di loro hanno pensato che fossero prodotti che favorivano l’abbronzatura con una protezione alta (+40, +50, +65%), mentre due signore hanno capito di cosa si trattava semplicemente perchè avevano già pagato l’ignoranza con un eritema tremendo.

Occorre quindi che chi vende informi bene gli acquirenti, ma questo nella grande distribuzione non è possibile e diventa fondamentale la chiarezza di ciò che è scritto sul prodotto. Non basta l’INCI e nemmeno l’eventuale ‘bugiardino’ all’interno della confezione. I consumatori hanno diritto ad essere informati perchè non si tratta soltanto di messaggi ingannevoli o colpevolmente insufficienti ma di rischi gravi per la pelle!!!

Come si può vedere, solo un prodotto porta scritto molto chiaramente SPF 0 e, purtroppo, è soltanto uno delle pochissime etichette passabilmente chiare.

Come è possibile che possa accadere una cosa del genere in un settore così delicato?